La causa delle metastasi è la migrazione attraverso il flusso sanguigno o linfatico, di cellule maligne dalla sede del tumore primario verso altri organi o tessuti. Le cellule migrate, attecchendo nelle altre sedi, causano nuove formazioni neoplastiche.

Però da uno studio condotto sul melanoma dai ricercatori della Rockefeller University di New York, il rischio di sviluppare metastasi potrebbe dipendere da un gene chiamato APOE, che finora era stato studiato per il suo legame con l’Alzheimer.

Difatti, si conoscevano le comuni varianti del gene APOE in quanto principali modificatori del rischio delle malattie neurodegenerative e aterosclerotiche. Le persone con la variante genica APOE4 hanno livelli più alti di proteine amiloidi, e sono a più elevato rischio di Alzheimer.

I risultati del nuovo studio pubblicato su Nature Medicine, potrebbero portare ad importanti sviluppi su nuove terapie personalizzate in base alla variante del gene ereditata.

Che cos’è il gene APOE?

Il gene APOE, è situato sul cromosoma 19 e codifica per l’apolipoproteina E (APOE), una proteina plasmatica, coinvolta nel trasporto del colesterolo, che si lega alla proteina amiloide.

Il gene ApoE, presente dunque in tutte le cellule del corpo, interferisce in vari meccanismi fra i quali quelli che permettono alle cellule tumorali di formare metastasi. Fra i meccanismi innescati dal gene c’è la capacità di generare nuovi vasi sanguigni, di far crescere in profondità le cellule metastatiche nei tessuti sani e di resistere agli assalti delle difese immunitarie.

Gli esperimenti condotti sui topi di laboratorio hanno dimostrano che i portatori della variante ApoE4 sviluppano dei tumori della pelle più piccoli e che difficilmente formano metastasi. I topi con ApoE4 hanno più cellule immunitarie in grado di combattere il cancro e meno vasi sanguigni che nutrono il tumore.

Risultati speculari si sono avuti analizzando dati genetici di più di 300 pazienti colpiti da melanoma, in cui si è osservato che chi aveva la variante ApoE4 erano quelli che vivenano più a lungo.

In sintesi, i portatori della variante ApoE2 hanno più possibilità di formare metastasi e sopravvivono meno, mentre chi ha la variante ApoE3 sono in una via di mezzo riguardo al rischio di metastasi e relativa sopravvivenza.

Infine, grazie alle informazioni incrociate sugli studi sui topi e quelle sui pazienti, si è dimostrato che i portatori di ApoE4 reagiscono anche meglio alle terapie che potenziano il sistema immunitario.

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