Sigarette elettroniche cancerogene

Molto discussa la sicurezza delle sigarette elettroniche per la salute dei fumatori che ne fanno uso. Ancora non è stata stabilita una correlazione certa fra cancro e sigaretta elettronica, ma sono ormai noti i rischi dovuti alla presenza di sostanze cancerogene.

Recentemente è stata confermata la presenza di composti nocivi nelle urine dei fumatori, questo è quanto dichiara il prof. Andrea Militello, famoso urologo e andrologo: “Nelle urine dei consumatori di sigarette elettroniche sono stati osservati composti tossici e cancerogeni, nonché biomarcatori dei loro sottoprodotti metabolizzati“.

Inoltre il prof. Militello spiaga che: “L’esposizione dell’urotelio vescicale, ossia del rivestimento della parete vescicale, a questi agenti cancerogeni può avere implicazioni per lo sviluppo di tumori, in particolare se la relazione di rischio dose-dipendente osservata nei tumori della vescica correlati al tabacco tradizionali è estrapolata dalle sigarette elettroniche”.

Quindi in conclusione, il prof. Militello afferma che: “Sebbene il rapporto recentemente pubblicato dalla National Academy of Sciences abbia concluso che non ci sono prove disponibili che colleghino l’uso della sigaretta elettronica allo sviluppo o agli esiti del cancro, continuano però a esserci dati in crescita che dimostrano che lo svapo di sigaretta elettronica provoca l’inalazione di composti cancerogeni“.

I rischi delle sigarette elettroniche sulla salute

La FDA (Food and Drug Administration degli Stati Uniti), il NHI (National Institutes of Health) e il CDC (Center for Disease Control), concordano e sostengono che ci sono rischi per la salute collegati all’uso di sigarette elettroniche. Ancora non è stato definito il profilo di sicurezza di questi prodotti.

Diversi studi recenti dimostrano che le conseguenze per la salute derivanti dal consumo delle cosiddette “svapo“, comprendono oltre che l’impatto dovuto alla nicotina sull’apparato neurologico, anche effetti sui polmoni e sulla vescica.

L’allarme nasce dal crescente consumo che si è avuto dal 2017 al 2018, in cui vi è stato un aumento di circa l’80% tra gli studenti delle scuole superiori e il 50% tra gli studenti delle scuole medie, pari a circa 3,6 milioni di giovani che attualmente usano sigarette elettroniche.

La FDA si è mossa per mettere nuove misure che limitino il consumo tra gli adolescenti.

Altro grave rischio di cui ci si preoccupa è il potenziale rilascio di nanoparticelle metalliche tossiche dal dispositivo e dall’e-liquid durante il riscaldamento.

Cosa sono le sigarette elettroniche?

Le sigarette elettroniche sono dei dispositivi che consentono di inalare vapore, spesso aromatizzato e con quantità variabili di nicotina , e immetterlo nell’apparato respiratorio, senza la combustione del tabacco e i dei suoi derivati.

Sono composte da quattro elementi principali: una cartuccia o un serbatoio, un elemento riscaldante, una batteria agli ioni di litio e un boccaglio che la persona usa per inalare.

Nella cartuccia è contenuta la soluzione liquida (e-liquid) che ha percentuali variabili di nicotina, aromi e altre sostanze chimiche disciolte in solventi come glicole propilenico e / o glicerina vegetale.

L’inalazione avviene a seguito vaporizzazione della soluzione di liquido che si condensa in un aerosol.

La nicotina viene inalata attraverso l’aerosol, a differenza della sigaretta di tabacco con la quale l’inalazione avviene per mezzo della combustione del tabacco. Da questo punto di vista, le sigarette elettroniche non emettono molti sottoprodotti della combustione del fumo tradizionale e producono meno tossine.

Ma purtroppo, ad oggi si può dire, che non si sono rivelate una buona alternativa per la salute dell’uomo, poiché le famose “svapo”, contengono additivi e solventi che quando si riscaldano, possono combinarsi in composti tossici e cancerogeni.

(Fonte notizia: Trovate sostanze cancerogene nelle urine dei fumatori di sigarette elettroniche)

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