Agnocasto proprietà quando prenderlo

L’Agnocasto (Vitex Agnus Castus L.) ha proprietà fitoterapiche molto utili per le donne, è infatti indicato per equilibrare i livelli ormonali che controllano il ciclo riproduttivo femminile.

Più nello specifico, l’agnocasto è una pianta della famiglia delle Verbenaceae, diffusa negli ambienti umidi del Mediterraneo, che contiene dei principi attivi che la rendono efficace contro i disturbi del ciclo mestruale e della menopausa.

Nell’antica tradizione erboristica popolare veniva usato anche per stimolare la lattazione (non si hanno però riscontri scientifici in merito).

Agnocasto origini e cenni storici

Il nome “Agnocasto” deriva dal greco e significa “puro” (agnus) perché questa pianta era nota per le sue proprietà anafrodisiache. Veniva dato ai monaci per aiutarli a mantenere il loro voto di castità, a cui si deve l’aggiunta del termine “castus” che ne completa il nome. Pertanto l’agnocasto è noto anche come “pepe dei monaci” o “falso pepe” per il sapore piccante dei suoi frutti.

Le prime indicazioni ad uso medicinale si ritrovano negli scritti di Ippocrate (IV secolo a.C.), il quale lo consigliava per curare lesioni, infiammazioni ed ingrossamento della milza; mentre le foglie macerate erano indicate per le emorragie e i postumi del parto.

Come riporta Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia“, l’agnocasto veniva anche sparso sui letti delle donne ateniesi mentre i mariti erano in guerra per assicurargli la loro fedeltà.

Il medico greco Dioscoride lo consigliava per abbassare la libido.

Il nome botanico “Vitex” significa invece “intreccio” e deriva da “vitilium“.

Agnocasto quando prenderlo: indicazioni terapeutiche

L’agnocasto agisce sulla funzione del sistema endocrino; la sua attività si esplica sul lobo anteriore dell’ipofisi, il quale viene stimolato alla produzione dell’ormone LH. Ciò favorirebbe la produzione di ormoni da parte del corpo luteo, regolando l’equilibrio estro-progestinico a favore dell’attività del progesterone.

In tal modo l’agnocasto è proprio indicato in caso di disturbi della sindrome premestruale ed irregolarità del ciclo.

L’agnocasto è utile in caso di:

  • sindrome premestruale (PMS);
  • amenorrea (assenza di mestruazioni);
  • dolore mammario (mastalgia o mastodinia);
  • oligomenorrea (quando l’intervallo tra i cicli è inferiore ai 25 giorni);
  • polimenorrea (quando l’intervallo tra due mestruazioni successive è superiore ai 36 giorni);
  • iperprolattinemia;
  • insufficienza lattea;
  • metroraggia;
  • menoraggia;
  • ritenzione idrica premestruale;
  • disturbi della menopausa (vampate di calore);
  • ansia.
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Inoltre, i preparati a base di agnocasto vengono prescritti per normalizzare l’ovulazione e le mestruazioni dopo l’uso di pillole anticoncezionali.

In fitoterapia trova applicazione in caso di: acne, nervosismo, demenza, problemi alle articolazioni, raffreddori, problemi di stomaco, disturbi alla milza, mal di testa, dolori agli occhi e infiammazione.

L’agnocasto è dato anche agli uomini per trattare l’ipertrofia prostatica benigna, aumentare il flusso di urina e diminuire il desiderio sessuale.

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Come usare l’Agnocasto

Per i trattamenti terapeutici vengono utilizzati preparati equivalenti a 30-40 mg/die di droga e fino a 240 mg/die in donne affette da PMS. La durata della terapia può variare, ma di solito è consigliata l’assunzione per almeno 3 mesi.

Un riferimento importante per la scelta di un integratore a base di agnocasto è la quantità di principi attivi (agnuside o aucubine) standardizzata. In questo modo è possibile conoscere la quantità precisa di sostanze attive che si andranno ad assumere.

Queste informazioni sono esposte sulla confezione o nel foglietto illustrativo messi a disposizione dal produttore.

Rimane fondamentale il consulto con il proprio medico prima di iniziare qualsiasi trattamento.

Agnocasto e sindrome premestruale

Come si è detto, poichè l’agnocasto agisce sul sistema ipofisario, i preparati di questa pianta si dimostrano efficaci nel trattare la sindrome premestruale, le irregolarità del ciclo e la mastodinia.

In tali specifici casi l’assunzione di agnocasto consigliabile è di 30-50 mg di droga al giorno.

Agnocasto altri usi in omeopatia

All’agnocasto sono riconosciute molte proprietà anche nella medicina popolare e nell’omeopatia. Perciò viene impiegato per: flatulenza, favorire il sonno, diminuire l’appetito, controllare il desiderio sessuale ed aumentare il latte materno.

E’ utilizzato per gli uomini in caso di impotenza, gonfiore dei testicoli, prostatiti, e spermatorrea.

In omeopatia l’agnocasto si trova sotto forma di granuli e viene prescritto per la secrezione del latte materno, per i disturbi sessuali maschili e impotenza legata a stati depressivi.

Su queste tipologie di terapie non ci sono tuttavia prove sperimentali e non si può garantirne l’efficacia.

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Principi attivi e costituenti chimici

I principi attivi dell’agnocasto si ricavano dai frutti essiccati che contengono:

  • flavonoidi quali: casticina, vitexina (dalle proprietà rilassanti), apigenina, penduletina;
  • agnuside e aucubina (due glicosidi iridoidi), di cui il primo è preso come riferimento per la qualità nella lavorazione dell’agnocasto;
  • terpeni (rotundifurano, vitexilactone, 6beta, ecc…);
  • olio essenziale (pinene e cineolo) in minima quantità (0,8-1,6%);
  • castina, il principio amaro;
  • tracce di acidi grassi, alcaloidi (viticina), vitamina C, caroteni.
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Agnocasto studi scientifici

Dagli studi scientifici effettuati è stato dimostrato che le preparazioni a base di agnocasto aumentano la produzione di ormoni progestinici, ma l’attività chimico-biologica che sta alla base di questo effetto non è ancora chiara.

Le ricerche hanno però scoperto che il meccanismo con cui agisce la droga è legato all’azione sul lobo anteriore dell’ipofisi, su cui interviene inducendo la riduzione di prolattina ed FSH e stimolando l’ormone luteinizzante LH.

Da alcuni studi si ipotizza che l’agnocasto possa essere di aiuto nel contrastare l’infertilità femminile, ma non ci sono sufficienti prove scientifiche su tale effetto.

Fra i numerosi studi che provano gli effetti dell’agnocasto sui disturbi mestruali vanno citati:

  • uno studio randomizzato in cui 178 donne con disturbi da sindrome premestruale (PMS), sono state trattate ogni giorno per 3 mesi con 20mg di estratto secco di agnocasto. Dalle valutazioni date dalle partecipanti, i disturbi quali irritabilità, sbalzi di umore, emicrania, gonfiore mammario ecc…, sono diminuiti significativamente con l’assunzione dell’estratto.
  • In un altro studio, 34 donne (di età compresa fra i 18 e i 43 anni), con problemi di iperprolattinemia, sono state trattate con 40mg di estratto secco al giorno per un mese. In 27 partecipanti i livelli di prolattina si sono notevolmente ridotti.
  • Con uno studio osservazionale multicentrico, 1634 pazienti che soffrivano di PMS hanno assunto due capsule al giorno di estratto (equivalente a 20mg di agnocasto) per tre mesi. Nel 93% dei casi si è avuto un calo netto o una cessazione dei disturbi di ansia, depressione, iperidratazione. Anche la frequenza e l’intensità della mastodinia dopo tre mesi hanno subito un’attenuazione.

Come funziona l’Agnocasto

L’azione dell’agnocasto sembra si esplichi attraverso l’interazione tra la componente diterpenica con il recettore dopaminergico D2 che è situato sull’ipofisi anteriore. L’ipotesi più accreditata è che l’agnocasto agisca come agonista selettivo su tale recettore, inibendo il rilascio di prolattina.

La prolattina che viene secreta a carico dell’ipofisi, è inibita dalla dopamina (su cui interagisce l’agnocasto) e stimolata dall’ormone che rilascia la tireotropina (TRH) secreto dall’ipotalamo.

Invece restano inalterate le concentrazioni di ormone luteinizzante e dell’ormone follicolo-stimolante.

In più, sembrerebbe che l’apigenina presente nell’agnocasto sia in grado di agire sui recettori α e β degli estrogeni e sui recettori della beta-endorfina.

In sintesi, l’efficacia dell’agnocasto contro i disturbi del ciclo e la sindrome premestruale, è dovuta all’azione di contrasto dell’iperprolattinemia che associata all’insufficienza del corpo luteo sono la causa più comune di questi squilibri.

Agnocasto controindicazioni ed effetti collaterali

Nelle dosi raccomandate non si ha nessuna controindicazione nota, né avvertenze e nessun effetto avverso.

E’ da attenzionare la sinergia dell’agnocasto in caso di trattamenti concomitanti con antagonisti del recettore della dopamina che potrebbe provocare una diminuizione degli effetti reciproci.

Si sconsiglia l’uso in gravidanza e durante l’allattamento perché i dati non sono sufficienti.

L’agnocasto non è indicato nei casi di: ipoestrogenismo, iperprogesteronismo e/o ipofollicololinismo.

Non assumere la droga nei casi accertati di ipersensibilità verso uno o più dei suoi componenti.

Potrebbe essere controindicato anche in caso di Parkinson, schizofrenia e psicosi.

Gli effetti collaterali registrati sono rari e pertanto i preparati di agnocasto possono ritenersi sicuri.

Fra i rari effetti si sono avute reazioni allergiche (esantemi, orticarie) dovute ad uso prolungato, cefalea ed aumento delle perdite mestruali.

Tutti gli effetti collaterali sono lievi e reversibili con la sospensione del trattamento.

L’agnocasto può interferire con: l’assunzione di estroprogestinici, della pillola anticoncezionale, di agonisti e antagonisti dopaminergici, terapie ormonali, estrogeni, antipsicotici, metoclopramide, tecniche di fecondazione in vitro.

Per la possibile interferenza con i livelli di ormoni (in particolare con gli estrogeni), l’agnocasto potrebbe non essere consigliato in caso di endometriosi, alcune forme tumorali.

In caso di fibromi uterini valutare con il proprio medico.

Approfondimenti Agnocasto: proprietà, indicazioni, usi, posologia e studi scientifici

(Fonti: my-personaltrainer.it; humanitas.it)
Vitex Agnus Castus

Le informazioni contenute in questo articolo sono di carattere informativo e generico, pertanto devono solamente essere usate a scopo didattico. Non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico. Non devono essere usate per autodiagnosi o automedicazione, nè per scopi terapeutici.

I lettori sono sempre invitati a rivolgersi ad un medico o specialista del settore per avere diagnosi o pareri professionali sul proprio stato di salute o sulle terapie da seguire.

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