Recupero fertilizzanti da acque reflue

Con un nuovo processo chiamato NPHarvest si possono riutilizzare le acque reflue per recuperare sostanze fertilizzanti da impiegare in agricoltura. Il nuovo sistema è stato creato da un gruppo di ricercatori finlandesi dell’Università Aalto.

Poiché le acque reflue sono ricche di sostanze nutrienti per le piante, come fosforo e azoto, sarebbe un’ottima soluzione la loro estrapolazione per un riciclo produttivo.

Recuperare fertilizzanti da acque reflue

Il sistema NPHarvest permette il recupero di azoto e fosforo dalle acque reflue per poterli trasformare in una soluzione di solfato di ammonio ad uso fertilizzante. Inoltre, con questo processo si ottiene anche un liquame ricco di fosforo e calcio.

Una prima fase del processo di recupero prevede la coagulazione chimica delle acque reflue con polvere di calce, un sottoprodotto industriale. La coagulazione consente la raccolta del fosforo nell’acqua. Invece, la separazione dell’azoto sotto forma di ammonio si basa sull’uso di una membrana permeabile ai gas. 

Questo metodo rappresenta una buona soluzione di economia circolare che può essere sfruttato in aziende che hanno acqua di scarto e che pagano per il trattamento di smaltimento. Con NPHarvest si può trasformare l’acqua di scarto in risorsa utile.

Come afferma la professoressa Anna Mikola: “La personalizzazione e l’adattabilità del processo sono fattori importanti nel passaggio al pensiero dell’economia circolare, dove i rifiuti di una persona sono materia prima per un’altra”.

NPHarvest Aalto University

Il sistema è stato testato ed è risultato efficiente anche in ambienti più ostici, come spiega Mikola: “Nella primavera di quest’anno avevamo ancora dei dubbi sulla durata e la pulizia di queste membrane, poiché avevamo condotto solo esperimenti a breve termine. Quest’estate abbiamo avuto l’opportunità di testare il processo nell’arco di diversi mesi, il che ha anche confermato la fattibilità di queste membrane. Ora sappiamo che il processo funziona anche in ambienti difficili, ad esempio nel trattamento delle acque di scarto dalla digestione dei fanghi o del percolato da una discarica”.

I punti di forza di NPHarvest è che si possono trarre diverse tipologie di prodotti finali dalle acque reflue, in base alle necessità. Infatti, l’azoto si può usare come fosfato di ammonio per fertilizzare, invece il nitrato di ammonio si può usare in abito industriale.

Per recuperare il fosforo, invece, si possono usare vari polimeri organici che fanno da coagulanti, come l’amido.

(Fonte: Turning wastewater nutrients into fertiliser)

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