Aumento ghiacci Antartico

Su Advances in Atmospher Sciences un nuovo studio dimostra che i livelli di ghiaccio in Antartico stanno aumentando. Ciò è dovuto alla progressiva riduzione del buco dell’ozono.

Il buco dell’ozono ha inciso anche sull’Antartico, infatti influenza la formazione di nuvole alle latitudini più elevate dell’emisfero meridionale, sottoponendo la superficie a più radiazioni infrarosse.

La notizia buona è che l’attuale stabilizzazione del buco dell’ozono sta facendo diminuire la formazione di nuvole e il loro conseguente effetto di radiazione. Questa condizione sta permettendo ai ghiacci del mare Antartico di aumentare.

Cosa ha dimostrato il nuovo studio

Yongyun Hu, insieme al suo team, ha simulato un nuovo modello climatico, con il quale hanno osservato che c’è una diretta connessione fra la diminuzione del buco dell’ozono e l’incremento del ghiaccio marino dell’Antartico.

Infatti, la diminuzione delle nuvole alle latitudini elevate dell’emisfero meridionale e l’aumento delle nuvole negli extratropici, non solo riduce le radiazioni infrarosse che si riflettono verso il basso, in particolare durante l’autunno australe, ma permettono il raffreddamento della superficie dell’Oceano Antartico.

Da ciò si innesca un’ulteriore causa-effetto che fa aumentare il ghiaccio marino: dal riflesso della radiazione solare su una maggiore superficie ghiacciata si ottiene un’amplificazione nel raffreddamento ed un conseguente aumento del ghiaccio.

Cosa dicono gli altri studi?

Altri dati provenienti dalla NASA ci confermano che i ghiacci dell’Antartide stanno, effettivamente aumentando.
Precisando, le perdite di ghiaccio interessano alcune porzioni del Continente (in particolare ad Ovest) e sono minori rispetto agli incrementi registrati in altre porzioni. In complessivo quindi risulta un aumento.

Secondo la nuova analisi dei dati satellitari, la calotta antartica ha mostrato un guadagno netto di 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio dal 1992 al 2001, sceso poi a 82 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 2003 e il 2008.


“Siamo essenzialmente concordi con altri studi che mostrano una crescente perdita di ghiaccio nella penisola antartica e nei ghiacciai Thwaites e Pine Island nell’Antartide occidentale”, spiega Jay Zwally del Goddard Space Flight Center, primo autore dello studio pubblicato su Glaciology.

“Discordiamo principalmente per quanto riguarda l’Antartide orientale e la parte interna di quello occidentale”.

Tuttavia, Zwally, evidenzia che se i ghiacciai della Penisola Antartica e del comparto occidentale diminuiranno negli anni con la stessa velocità attuale o più velocemente, tra 20 o 30 anni il bilancio sarà comunque in perdita.

(Fonti articolo:

http://www.iapjournals.ac.cn/aas/en/article/doi/10.1007/s00376-019-8251-6

http://meteo.ansa.it )

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